Avete mai sentito parlare di CAPTCHA?
Probabilmente non li conoscevate con questo nome, ma ci avrete avuto sicuramente a che fare.
Wikipedia li descrive così:
Con l’acronimo inglese CAPTCHA si denota nell’ambito dell’informatica un test fatto di una o più domande e risposte per determinare se l’utente sia un umano (e non un computer o, più precisamente, un bot). L’acronimo deriva dall’inglese “completely automated public Turing test to tell computers and humans apart”
Un test captcha tipicamente utilizzato è quello in cui si richiede ad un utente di scrivere quali siano le lettere o numeri presenti in una sequenza di lettere o numeri che appaiono distorti o offuscati sullo schermo.

Fino ad oggi tutti i siti web che lo utilizzano si sono trovati egregiamente, e hanno posto fine alle registrazioni o alle operazioni effettuate da macchine appositamente programmate, ma presto si dovranno inventare qualcos’altro.
CAPTCHA non è abbastanza.
Probabilmente i programmatori non si saranno mai chiesti cosa rende un CAPTCHA complesso da decifrare, ma non è difficile da trovare.
Alcuni Hacker hanno trovato un modo per decifrarli, e in questa pagina web Cinese di hacking è possibile vedere alcuni esempi.
Il software venduto per la decifrazione dei CAPTCHA varia in base alla difficolta dello stesso e dalla percentuale di riuscita, ecco una sorta di “listino”:
the9
100%
$500
![]()
dvbbs
95%
$1,000

Shanda
90%
$1,500

Baidu
80%
$3,000

eBay
70%
$4,000

Ticketmaster
50%
$6,000

Google
(indecifrabile)

Hotmail
(indecifrabile)

Yahoo
(indecifrabile)





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